Pensare "out of the box": le imposte e il patrimonio
I conti pubblici non tornano, l'istruzione e la giustizia hanno bisogno di risorse, consumatori e imprese sono in debito d'ossigeno, i tagli alla spesa pubblica improduttiva non riscuotono grandi consensi.
Che fare? In Germania tre titolari di partimoni ereditari (il sindacalista Peter Vollmer, lo psicanalista Dieter Lehmkuhl e il filosofo Bruno Hass) hanno preparato un appello per la reintroduzione dell'imposta patrimoniale, abolita in Germania nel 1997: propongono di destinarne i proventi a cultura, ecologia e sanità. Imperfetta, a mio parere, in principio (darebbe luogo a una sorta di doppia imposizione in capo allo stesso soggetto, almeno per i patrimoni guadagnati dal titolare anziché ereditati), potrebbe essere nei fatti un modo intelligente di reintrodurre nel sistema tributario quel criterio di progressività che altri elementi (si pensi alle imposte indirette) appiattiscono o contrastano. Né del resto l'idea sembra così strampalata: la Svizzera ha da sempre un'imposta sul patrimonio senza che per questo i cittadini svizzeri scendano ogni anno in piazza a manifestare contro l'amministrazione cantonale comunista.
Un prelievo sui grandi patrimoni potrebbe correggere l'incapacità degli Stati di tassare i grandi redditi. Ricorderete Warren Buffett, che si è espresso contro il paradosso che lo porta a pagare il 17,7% (su un reddito nel 2005 di 46 milioni di dollari) mentre la sua receptionist paga il 30%. Lo stesso Buffett individua nell'imposta di successione uno strumento per tassare i patrimoni promuovendo allo stesso tempo la giustizia sociale: fare a meno di un'imposta di successione, ha detto, sarebbe come "scegliere la nazionale olimpica per il 2020 convocando i figli primogeniti dei vincitori delle medaglie d'oro nel 2000". Nel 2001 William Gates Sr. (padre di Bill Gates), George Soros, Ben Cohen (fondatore di Ben & Jerry's), e un paio di membri della famiglia Rockefeller inviarono al presidente Bush una petizione in difesa dell'imposta di successione (Buffett non la firmò perché, a suo parere, non era abbastanza radicale nel promuovere una società dove il successo si basa sul merito anziché sull'eredità). Ed è noto che Bill Gates figlio, che a sua volta ha tre figli, ha detto che del suo patrimonio erediteranno "qualcosa, ma non una percentuale significativa".
Sarebbe bello, io credo, se anche i ricchi di casa nostra la pensassero così.
