martedì 12 febbraio 2008

Il mercato pubblicitario è lo specchio del mercato

Il Mondo di venerdì scorso riporta alcune statistiche sulla ripartizione della spesa pubblicitaria tra i vari media tratte dal rapporto This Year, Next Year pubblicato da GroupM (gruppo WPP).

  • Regno Unito: TV 26.1%, stampa 38.6%, radio 3.1%, Internet 24.9%, altri (cinema, outdoor) 7.4%.
  • Germania: TV 24.7%, stampa 55.4%, radio 4.0%, Internet 10.5%, altri 5.3%.
  • Francia: TV 32.4%, stampa 41.0%, radio 7.2%, Internet 8.8%, altri 10.7%.
  • Italia: TV 50.1%, stampa 32.2%, radio 6.6%, Internet 6.1%, altri 6.0%.
Ogni Paese, diciamo, ha i media che si merita?

9 comments:

Roberto Marsicano ha detto...

Per capire il paese basta leggere l'annuario ISTAT. Cosa che dovrebbe fare obbligatoriamente ogni manager e ogni sognatore che, con questa bassa scolarità, pensa che il paese possa cambiare ASAP.

Vedi anche articolo del Corriere sulle (scarse) abitudini di lettura di libri (non fiction) dei manager italiani.
http://www.corriere.it/cronache/08_febbraio_12/classe_dirigente_non_legge_piu_Fiori_81036944-d939-11dc-8c3c-0003ba99c667.shtml

Dati ISTAT
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20051115_00/testointegrale.pdf

Analfabeti 782.342
Alfabeti senza titolo di studio 5.199.237
Licenza elementare 13.686.021
Licenza media 16.221.737
Diploma di qualifica 2-3 anni 2.472.972
Diploma di maturità 11.450.394
Diploma non universitario 198.052
Diploma universitario 363.672
Laurea
3.480.535

Paola ha detto...

Sull'articolo del Corriere ha commentato oggi anche Marco Camisani Calzolari:
http://blog.camisani.com/2008/02/le-radici-dellincompetenza-in-italia.html

Anonimo ha detto...
Questo post è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

Sì, in media stat virtus :)
Trovo invece riduttivo giudicare la pubblicità internet tenendo presente solo i banners.
E i viral? e i blog? E le strategie che integrano off line e on line? Sarebbe come giudicare la pubblicità televisiva solo sulla base delle telepromozioni. Toscani ha fatto le ultime cose buone nell'85 (ma ne ha fatte). Poi solo cose ottime per se stesso. Lo stupido non è lui, ovviamente. La rete richiede un approccio pubblicitario da ri-scrivere di continuo. E' un "ambiente" che brucia i meccanismi creativi a una velocità impressionante. I viral di successo dell'autunno 2007 hanno caratteristiche differenti da quelli dell'anno prima.
In ogni caso, infine, i banners fanno mediamente c...re esattamente come i commercial che pure facciamo da decenni. Non è quindi, seocndo me, un problema di "ritardo tecnologico". Ciao.
kttb

aghost ha detto...

il ritardo è ovviamente non solo tencologico ma principalmente culturale. Il fatto che in Italia si guardi più tv rispetto a tutti gli altri paesi è significativo.

Riguardo la pubblicità, si è ancora ancorati al vecchio sistema, che è quello di sparare nel mucchio, di martellare gli zebedei alla gente 24 ore su 24. Ma è un sistema che funzionerà sempre meno

Anonimo ha detto...

kttb
comincio a sentire una brezza di simpatia,evidenziatore giallo su ri-scrivere
aggiungiamo poi che a quelli di ebay x esempio,escludendo chi ci ospita:-)cosa vuoi che frehi della qualità del msg pubblicitario,hanno altri intenti,paypal aste etc
insomma tirano al grano,questo non mi scandalizza..
eppure la rete è davvero interessante xchè necessariamente accorcia i già veloci tempi della pubblicità,insomma 1 bella sfida
ciao chiosatore

superette

marco ha detto...

Aggiungo solo due brevissime note all'osservazione di kttp che assolutamente condivido:
bisogna considerare l'universo delle forme di comunicazione a 360 gradi, varie idee su:

www.marketingreloaded.com

ho letto il libro "Marketing Reloaded" e l'ho trovato molto interessante e ricco di spunti:

"Marketing reloaded. Leve e strumenti per la co-creazione di esperienze multicanale" - Boaretto Andrea; Noci Giuliano; Pini Fabrizio M., Il Sole 24 Ore Libri

In realtà si parla di tante cose non strettamente correlate al web (e.g. mrk esperienziale, tribal marketing, guerrila etc...)

-

Vedo che nel sito - di Blond Girl - il link al blog di Luigi Orsi Carbone, lunedì mi sono ritrovato nella posta l'evento

"First Generation Entrepreneurs: does a recipe for success exist?", mi limito a segnalarlo

http://www.alumnimip.it/alumnimip/brick/content.163

... per voi che avete la fortuna di essere a Milano

marco ha detto...

Aggiungo solo due brevissime note all'osservazione di kttp che assolutamente condivido:
bisogna considerare l'universo delle forme di comunicazione a 360 gradi, qualche idea su:

www.marketingreloaded.com

ho letto il libro "Marketig Reloaded" e l'ho trovato molto interessante e ricco di spunti:

"Marketing reloaded. Leve e strumenti per la co-creazione di esperienze multicanale" - Boaretto Andrea; Noci Giuliano; Pini Fabrizio M., Il Sole 24 Ore Libri

In realtà si parla di tante cose non strettamente correlate al web (e.g. mrk esperienziale, tribal marketing, guerrila etc...)

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Vedo che nel sito - di Blond Girl - un link al blog di Luigi Orsi Carbone, lunedì mi sono ritrovato nella posta l'evento

"First Generation Entrepreneurs: does a recipe for success exist?", mi limito a segnalarlo

http://www.alumnimip.it/alumnimip/brick/content.163

... per voi che avete la fortuna di essere a Milano :)

Anonimo ha detto...

@superette
in effetti non so perché ho digitato ri-scrivere in quel modo. Ma se questo ti ha ispirato una brezza di simpatia, accetto l'evidenziatore giallo senza arrossire :)
Per quanto riguarda il discorso pubblicità e il "tirare al grano"...ehhh, è questione annosa. Ma nel caso di eBay o PayPal è relativamente più semplice. Soprattutto perché non è il gusto del "piemme" che voleva fare l'art o si diletta con la fotografia a decidere. Ma l'evidenza di quello che fa fare "click" e quello che non lo fa. Del resto il lavoro dei pubblicitari questo dovrebbe essere sempre: far scattare un "click" tra consumatore e marca. Una sorta di paraninfi, sensali, evitando se possibile di diventare ruffiani. :D
kttb