sabato 31 maggio 2008

Il fisco che non vogliamo: ICI e Alitalia si mangiano i fondi per la banda larga e anche quelli contro la violenza sulle donne

La nuova era Tremonti parte con il decreto legge n. 93 del 27 maggio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e quindi già in vigore, che stanzia tre miliardi di euro per mantenere qualche promessa elettorale: il taglio dell'ICI sulla prima casa (un'inutile partita di giro, visto che i soldi per i servizi comunali dalle nostre tasche dovranno in qualche modo continuare a uscire) e la sopravvivenza, ancora per qualche mese, di una compagnia aerea decotta, che non serve più a nessuno se non a foraggiare dipendenti e indotto.

Il decreto recupera i fondi un po' dappertutto: in primo luogo, dai finanziamenti alle infrastrutture stradali e ferroviare in Calabria e Sicilia (-1,4 miliardi). In secondo luogo, vengono tagliati o annullati decine di fondi già stanziati. Provo a fare un elenco, principalmente raccogliendo quello che riportano Il Sole 24 Ore e La Repubblica (e notando che altri organi di stampa non hanno riportato proprio nulla), delle destinazioni che avrebbero dovuto avere i fondi ridotti o eliminati dal decreto:

  • Promozione del trasporto pubblico locale (-353 milioni nel triennio 2008-10, -113 milioni nel 2008);
  • Incentivi all'occupazione dei lavoratori socialmente utili (-165 milioni in tre anni);
  • Ammodernamento della linea ferroviaria Roma-Pescara (-162 milioni in tre anni);
  • Forestazione e riforestazione (-150 milioni in tre anni);
  • Promozione dello sport di cittadinanza (-95 milioni);
  • Potenziamento delle cosiddette "autostrade del mare" (-77 milioni all'anno da qui al 2010);
  • Ammodernamento della rete idrica nazionale (-70 milioni in tutto, -30 milioni nel 2008);
  • Inclusione sociale degli immigrati (-50 milioni);
  • Sviluppo della banda larga (-50 milioni);
  • Copertura dei danni agricoli in Sicilia (-50 milioni);
  • Risorse per gli eventi sismici del 2002 (-48,8 milioni);
  • Fondo ordinario per le Università (-48 milioni);
  • Demolizione degli ecomostri (-45 milioni dal 2008 al 2010);
  • Ammodernamento dei sistemi di trasporto urbano (-36 milioni fino al 2010);
  • Potenziamento dell'informatizzazione pubblica (-31,5 milioni fino al 2010);
  • Recupero dei centri storici (-30 milioni);
  • Formazione artistica e culturale (-27 milioni);
  • Accordi aziendali e territoriali per la stabilizzazione dei lavoratori precari (-25 milioni);
  • Stanziamenti per le isole minori (-20 milioni all'anno per tre anni);
  • Piano contro la violenza sulle donne (-20 milioni),
  • Passaggio al digitale terrestre (-20 milioni);
  • Piano nazionale sulla sicurezza stradale (-17,5 milioni);
  • Piano per le Regioni con elevato deficit sanitario (-14 milioni);
  • Trasporto "verde" nei centri storici (-12 milioni);
  • Biotecnologie (qualche spicciolo).
Molti questi tagli possono essere condivisibili nell'ottica di fermare finanziamenti a pioggia che vanno ad alimentare burocrazie costose e autoreferenziali, e altri tagli minori sembrano più che giustificati: può spiacere fare a meno degli incentivi per il cinema e delle celebrazioni pucciniane, ma se siamo un Paese in emergenza è giusto decidere che sono stravizi che non possiamo più permetterci. Altrettanto vale per i fondi in precedenza destinati alle filiere libere da OGM, che in futuro, ritengo, concorderemo essere un lusso inutile.

Ma chi segue questo blog sa che due di questi interventi mi sconcertano: i tagli ai fondi per la banda larga (un'infrastruttura essenziale come la rete idrica, e che fa acqua come questa) e quelli ai centri che si occupano di prevenzione della violenza contro le donne e di sostegno alle vittime.

Non so se i fondi per la banda larga fossero destinati alle tasche dell'ex monopolista, di altri operatori oppure dei consumatori, e francamente sono noccioline rispetto a quelli che occorrerebbero per rendere l'Italia un paese moderno (provate a parlare con un sudcoreano e vi spiegheranno che cos'è veramente una politica governativa per la banda larga). La loro cancellazione, tuttavia, di pari passo con quella dei fondi per l'informatizzazione pubblica, riflette il permanere di una visione del cittadino-suddito e di un Paese di carte bollate.

Agghiacciante, infine, la soppressione dei fondi contro la violenza sulle donne. Chiunque abbia conosciuto una donna maltrattata (e i maltrattamenti avvengono soprattutto tra le mura domestiche) sa quanto coraggio ci voglia per uscire da questa spirale di violenza e rassegnazione. Cancellare i centri di accoglienza significa che una donna non ha più un posto dove andare: le stiamo dicendo che deve restare a casa con il marito-padrone. E anche questo non è un sintomo di civiltà.

Grazie ai blog di Mariela, Veru ed esseredonnaoggi per aver contribuito al tam tam su quest'ultimo argomento. Finora è ancora troppo poco. In Parlamento il provvedimento d'urgenza dovrà essere convertito in legge verso la fine di luglio: nel sonno balneare che avvolge i media a quell'epoca, ci sarà ancora qualcuno che farà attenzione?

6 comments:

Daniele ha detto...

Prendi un campione omogeneamente composto di italiani e chiedi loro se preferirebbero non pagare l'ICI o destinare i soldi di quel prelievo fiscale a infrastrutture e donne violentate. Cosa vuoi che ti risponda la maggioranza?
In altri paesi non credo che le percentuali cambierebbero molto: egoismo e miopia sono tare connaturate nel singolo essere umano.
La vera differenza tra l'Italia e un qualsiasi altro paese civilizzato è che la sua classe dirigente si rende direttamente interprete delle medesime tare.

Paola ha detto...

Daniele, non ho capito se dici che destino universale di tutti gli Stati moderni è annacquarsi in direzione dell'utopia libertaria, oppure se dici che sarà l'Italia a diventare presto un "failed State" tipo Somalia o Haiti.
Ogni tanto temo la seconda risposta, con l'aria che tira (vedi commento anonimo di oggi sul post del quoziente familiare, che non so se considerare uno scherzo inquietante o un'inquietante minaccia).

Daniele ha detto...

Noi procediamo ad un passo molto spedito verso quella direzione

maya ha detto...

Brava Paola, infatti anch'io mi aspettavo che si parlasse di più dell'argomento e invece nulla. Proviamo a spargere la voce un po' di più, anche se abbiamo il 2 giugno contro :-(.
Questo taglio, intendo quello ai fondi contro la violenza sulle donne, è decisamente vergognoso. Mi attendevo di tutto e di più da questo governo, ma devo dire che sono sconcertata.
Un abbraccio,
Mariela

maya ha detto...

Ho appena scritto un secondo post sull'argomento, vediamo se riusciamo a fare un po' di rumore?
http://marielademarchi.blogspot.com/2008/06/tam-tam-per-parlare-del-taglio-ai-fondi.html
Un caro saluto!
Mariela

Samuele ha detto...

Mi piacerebbe molto sapere come venivano utilizzati i 50 milioni di euro per lo sviluppo della banda larga. Chi utilizzava e perchè questi soldi? A cosa servivano?

Io ho idea che fossero soldi da infilare direttamente nelle tasche di Telecom e amici varie...