Su Lisbeth Salander, la trilogia di Millennium e Stieg Larsson
Se non avete ancora avuto un lungo viaggio notturno in aereo accompagnato dalla lettura di un volume della trilogia di Millennium di Stieg Larsson, bene, smettete tutto quello che state facendo e andate online a ordinarla, oppure uscite di casa per comprare tutti i volumi che riuscite a trovare (i primi due sono stati tradotti in italiano, per il terzo al momento dovete saper leggere lo svedese, il norvegese, il tedesco o il francese). Attenzione: seguono spoiler, quindi smettete di leggere questo post ora se vi piace godervi un paio di thriller molto cupi senza che nessuno vi rovini la sorpresa di scoprirli. Se invece li avete già letti, ecco qualche pensiero che mi ronza in testa su Lisbeth Salander.
Nel linguaggio dei risvolti di copertina, Lisbeth Salander è un personaggio femminile unico e indimenticabile. Vero. Una ribelle, che gira alla larga da qualsiasi tipo di autorità; un’asociale, con qualche sindrome all’estremo meno debilitante dello spettro autistico; la vittima di un passato violento, capace di vendette spietate e priva di scrupoli nel farsi giustizia da sola.
Ma c’è un dettaglio, un particolare che non quadra con la logica del personaggio, che appare superfluo, che non torna.
Perché, all’inizio del secondo volume, Lisbeth si rifà il seno?
Voi, lettori di Stieg Larsson, mi darete mille motivi: perché ha sempre sofferto per il fatto di avere un fisico da ginnasta cinese anoressica, e quindi ha tutto il diritto di farsi il seno che vuole. Perché ha sifonato dai conti bancari di Wennerström una montagna di soldi, e quindi se lo può permettere. Perché di sì, e basta, che c’è di male?
Nulla di male. Conosco donne che si sono dotate di protesi mammarie con grande soddisfazione, e non metto in discussione il diritto di nessuno di farsi impiantare quello che vuole. Però: Lisbeth Salander? Il personaggio più anticonformista che si ricordi dai tempi del Bernard Mickey Wrangle di Natura Morta con Picchio, il più antisociale da Hannibal Lecter a questa parte, e forse il più disadattato sin dal Meursault de Lo Straniero? Lisbeth Salander, che va in una clinica dalle parti di Genova e si rifà il seno?
Qui Larsson sta cercando di dirci qualcosa. Ho due ipotesi, forse tre.
La prima ipotesi è che Lisbeth sia un crogiolo di contraddizioni e che per Larsson vada bene così. Il sangue freddo, la mancanza di scrupoli e il personalissimo senso di giustizia di Lisbeth non significano che non possa allo stesso tempo anche essere insicura e vulnerabile. Come tale, Lisbeth mette in atto le strategie che molte persone normali mettono in atto per migliorare l’immagine che hanno di sé, come gli uomini che portano le scarpe col tacco nascosto o si fanno trapiantare i peli al posto dei capelli. Larsson, di fatto, usa l’espediente della mastoplastica additiva per umanizzare un personaggio che altrimenti saprebbe troppo di Blade Runner.
La seconda ipotesi è che Larsson ci stia dicendo qualcos’altro. Ci sta dicendo che, per quanto Lisbeth sia un’anticonformista che non dà nessun peso alle convenzioni e alle aspettative della società, c’è qualcosa che è più forte di lei, e che nemmeno lei si può sottrarre alla forza della norma estetica prevalente, qui, in Occidente, oggi. La ragazza che odia coloro che odiano le donne odia anche se stessa, e va sotto i ferri del chirurgo pur di odiarsi un po’ meno; la ribelle, che ha deciso di vivere ai margini della società, sarebbe infine pronta a bendarsi i piedi per trasformarli in fiori di loto se questo fosse quello che la società si aspetta da lei. C’è una linea sottile tra chirurgia e violenza. Al contrario delle Amazzoni, che si privavano di un seno per meglio andare in guerra, Lisbeth se ne costruisce due, soccombendo alle necessità della guerra dell’immagine. E questo, a mio parere, è un pensiero davvero spaventoso.
La terza ipotesi è che ci sia un motivo intrinseco nella trama della trilogia, che però Larsson rende evidente solo nel terzo volume, e che quindi devo ancora scoprire. In base a questa ipotesi, il nuovo seno di Lisbeth sarebbe, per principio drammaturgico, come la pistola di Čechov.
Ci sono altre ipotesi ancora? Secondo voi, lettori di Larsson, perché Larsson manda Lisbeth Salander a rifarsi il seno?
(Ultima riflessione: Mikael Blomqvist, il coprotagonista della trilogia insieme a Lisbeth, è un uomo che piace alle donne, che seduce e che si fa sedurre. Una nota di merito al piacione Mikael per l’essere ugualmente attratto dalle giovani e dalle donne mature, incluse quelle in età postmenopausale. Almeno nei volumi primo e secondo; se succede con un’altra ancora nel terzo, è un trend).
12 comments:
A voler guardare ci sarebbero altre contradizioni: perchè frega un sacco di soldi quando di solito si procura solo quello che le serve? Perchè un appartamentone quando vive in modo distaccato dalle cose? perchè i regalini d'amore?
Secondo me perchè è un bellissimo personaggio, bello perchè pieno di contraddizioni come tutti noi che abbiamo certezze che continuamente smentiamo nelle nostre azioni.
Troppo frikkettona sarebbe stata uno stereotipo banale, così invece: cattiva e civettuola, sexy e maschiaccio, è un personaggio che fa apparire davvero banale l'altra donna (apparentemente un'eroina dei nostri tempi) ma che mi pare tristissima con quel ménage a trois da ex sessantottina.
Propendo per la prima delle ipotesi da te elencate. Chi non vive contraddizioni, ormai? Lisbeth ne è un esempio, magari a tinte forti, ma rappresentativo. Più in generale, bella sorpresa questo Larsson, che ti tiene attaccato a centinaia e centinaia di pagine senza farti pensare ad altro. Forse qualche errore nella traduzione, qualche imprecisione nel rendere in italiano il corrispondente termine originale, ma nel complesso complimenti anche alla Marsilio che non si è fatta sfuggire questo colpo. Dopo un volume incentrato principalmente su Mikael e un altro - forse addirittura migliore nella resa psicologica - costruito su Lisbeth, aspettiamo di vedere che cosa ci aspetta il terzo.
io non ci trovo nessuna contraddizione.è riduttivo parlare di
lisbeth come un'anticonformista: lei non vive necessariamente in modo diverso dagli altri,vive semplicemente come le pare e piace,e non per il gusto di andare contro le regole!
appunto,vedendosi con un bel seno nei panni di irene nesser,si piace;a questo punto come potrebbe rinunciare ad operarsi solo per non apparire civettuola??? il suo non è un gesto frivolo,non va letto secondo gli schemi noti alla nostra società,ma secondo gli schemi di lisbeth salander
Commento solo ora, con ritardo, visto che ho finito ieri il primo episodio di Millennium.
Devo ancora iniziare il secondo tomo, ma leggendo il tuo post non mi sorprende affatto che Lisbeth si sia rifatta il seno. Hai notato come sul finale di Uomini che odiano le donne, sbarazzandosi di parrucche e vestiti utilizzati per la sua incursione svizzera, si sia lasciata addosso le protesi in silicone? E quel suo struggente osservare Erika e Mikael? E' evidente che la ragazza si è presa una cotta pazzesca per quel fessacchiotto; sente e capisce che le motivazioni con cui Mikael la respinge (età, rapporto di lavoro, etc.) sono in realtà meschini paraventi per nascondere la totale mancanza di attrazione sessuale. Ecco, per quanto anticonformista possa essere Lisbeth, non può sottrarsi alla forza dell'innamoramento (quando uso questa parola mi sembro Alberoni) e alle pazzie che ci porta a fare per piacere.
Quindi direi che la tua prima ipotesi possa essere corretta.
Parlerei piuttosto di Mikael, insopportabile. Senza l'aiuto delle donne (la figlia, Erika, Lisbeth, Cecilia) non sarebbe venuto a capo di niente e l'unica volta in cui ha fatto tutto da solo è riuscito a beccarsi una condanna per diffamazione e si stava facendo ammazzare da quello psicopatico di Martin. E dopo tutto riesce ancora a sedurre e tirarsela. Chiamala invidia, antagonismo, rivalità maschile, ma leggevo con molto più piacere i passi dedicati a Lisbeth, mentre sbadigliavo quando si parlava di Mikael nell'eremo svedese.
Ho finito ieri sera dopo le 23 di leggere il secondo volume... Ho avuto degli incubi... Comunque ci sono rimasto male quando lei... beh.. forse non posso dirlo....
Ma ci rendiamo conto di quanto Lisbeth stia male?
Lei da ciò che è in grado di dare a se stessa...
In altre parole, "una donna che odia gli uomini che odiano le donne" in una riflessione capovolta.
Ben vengano seni al silicone per lei, con la rassicurazione dell'amica Mimmi.
Meno credibili, onestamente, le sue prodezze negli scontri fisici con alcuni personaggi..
Comunque 2 (per il momento) romanzi che "acchiappano" e non ti mollano, da leggere entrambi in discesa rapida e a volte davvero vertiginosa.
ps: concordo con l'immagine un pò così di Erika, donna abbastanza sola tutto sommato...
St.
Proprio perchè è una "vera" anticonformista, non lo stereotipo di un'anticonformista: e dunque non ha paura di giocare con i clichè (degli altri). Poi perchè è una sperimentatrice. E forse lo fa anche pensando un po' a Mikael.
Piuttosto trovo curioso che nel terzo tomo non si torni più sull'argomento "tette di Lisbeth"... qualche idea?
Mah, non si torna sul seno di Lisbeth, ma soprattutto non compare nuovamente la sorella (come invece si era letto in qualche recensione). Credo che effettivamente fosse vero che Larsson progettava più volumi, e che si stava tenendo nel cassetto temi e personaggi da esplorare nelle puntate successive. Ma è andata così.
io dico solo una cosa.
è fantastico che stiamo qua a parlare di un personaggio di un libro come fosse una persona reale, come fosse la persona che sta sopra di noi. Tutti ormai siamo innamorati di questo splendido personaggio, sia uomini che donne ( in fondo lei ama tutte e due i sessi. sarò per sempre grato a larsson per avermi presentato lisbeth.
ed aggiungo, secondo il mio modesto parere, il sapere che non potrà mai più aggiungere altro di lei ( tutti sappiamo il perchè) ce lo fa amare ancora di più. non rischia di diventare l'hannibal degli anni 2000.
ciao a tutti
Io la adoro.
E' la sua sofferenza, quotidiana, assoluta, che la rende piena di pathos (per me si rifa' il seno perchè un po' autolesionista e masochista, è forse, magari sbaglio, il sottile piacere della sofferenza legata ai tatuaggi).
E' splendida nella sua perpicacia, nella sua memoria fotografica, nella sua vendetta, nella sua intelligenza...
Un prsonaggio veramente meraviglioso, con una forte identità...
Ch tenerezza quando osservava "ricky" e "kalle" (concordo che a volte sono pietosi), una dolcezza così tenue e nascosta...
L'adoro. NOn vedo lora esca il film.
Mi permetto di commentare anch'io, avendo giusto ieri finito di leggere il terzo volume.
Perchè Lisbeth si è rifatta il seno ?
Perchè, a parer mio ovviamente e senza nessuna pretesa di correttezza per la quale bisognerebbe chiedere al purtroppo scomparso Larsson, nel primo volume incontra per la prima volta una persona che le piace sotto diversi punti di vista e per cui si prende una bella cotta, una persona che conosce alla fine cose di lei che neanche le sue amiche, Miriam ad esempio, conoscono.
Mi è parso evidente che abbia attribuito il non interesse di Mikael non alla sua persona ma al suo fisico, parla di Mikael in giro con donne "dalle tette grosse" e questo non credo sia casuale, e perciò la prima cosa che fa dopo averlo escluso dalla sua vita è rifarsi il seno, certo già prima dell'allontanamento aveva indugiato sulle protesi conservando quella usata per impersonare la norvegese bionda (il nome non mi viene adesso) perciò forse era una cosa a cui pensava già da un po'.
Immagino comunque che il personaggio sia più interessante con queste contraddizioni che tutto d'un pezzo.
Io credo che Lisbeth si sia rifatta il seno semplicemente per mascherarsi meglio nei panni di Irene... Niente di più...
E comunque è davvero fantastica! Penso che ci si possa innamorare facilmente di una persona così misteriosa...
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