Pubblicità regresso: Mai stai così vicini
Ora, io capisco che se tu vuoi vendermi il Wonderbra, nella pubblicità mi fai vedere delle tette. Tu mi fai vedere i cosiddetti benefici del prodotto, io non lo compro, e amici come prima.
Ma se vuoi vendermi una tratta di navigazione marittima, caro amico pubblicitario, perché mi fai vedere delle tette? Perché ti senti spiritoso? Perché ti pare divertente? Perché vuoi riempire il traghetto di maschi allupati? Maggior ragione per starne ben lontane.
Ecco gli screenshot del banner che gira in rete. Ometto il nome del vettore per fiducia che si ravveda, anche se (come è noto) cliente e pubblicitario sono correi delle nefandezze prodotte.
11 comments:
E perché non dirlo, il nome del vettore? un messaggio di posta elettronica per dire "sono offesa dalla vostra ultima campagna pubblicitaria, e per i miei viaggi eviterò per quanto possibile di usare i vostri servizi", mandato in massa, potrebbe fargli collegare qualche neurone, no?
Cara Ale: non è neanche che sono offesa. Sono solo infastidita.
Come sono infastidita, btw, da quelli che mi rinfacciano la mia nudità della foto nell'angolo qui in alto a destra, come se la usassi per vendere qualcosa. La foto ho scelto per dire che scrivere un blog è anche un po' mettersi a nudo. Mettere fuori i pensieri, la vita interiore, con candore e integrità. Cosa che sta diventando sempre più difficile.
Io questa pubblicità l'avevo già vista l'anno scorso sulla carta stampata. Non credo quindi che ci siano possibilità di ravvedimento.
chiamandosi TTL, siamo a metà tra il subliminale e il didascalico.
Ha fatto rumore; e vogliam parlare dell' "idea della madonna" (aut. polem. rich.) che vuole la postura delle braccia evocare il vulcano?
Detto questo, a Napoli si creavano code e incidenti per affissioni murali della stessa campagna, con grancassa mediatica sui giornali e solito circuito di opinioni.
Comprendo il dissenso, ma tocca il mammarismo italico e una serie di luoghi comuni dell'indignazione
Sottoscrivo e aggiungo
che persino Wonderbra ormai evita di mostrare le tette.
Negli ultimi 12 mesi ho postato diversi esempi da varie parti del mondo e declinati su differenti media.
La verità, ma lasciatemela sfumare, è che dietro a questo tipo di campagne ci sono di solito ben altre rotondità.
Anch'esse sono solite girare strettamente accoppiate.
Possono essere sinonimo di coraggio.
Ma più spesso indicano quello che non può essere definito
esubero di cervello, e nemmeno di competenza.
Esattamente come questo annuncio.
Mai vista le pubblicità dei formaggi Zappalà?
Una tipa investita da un abbondante flusso di latte su visto, collo e...tette, non ti invoglierebbe a comprare i loro formaggi?
:-D
Credo che il punto sia: perchè agenzie e clienti insistono cosi assiduamente su un immagine stereotipata e antiquata della donna ?
Se ricordate qualche mese fa ci fu un interessante articolo sull'Economist che prendendo spunto dal visual della TIM esposto a Fiumicino trattava proprio di questo argomento.
Personalmente sono dell'opinione che sebbene porti indiscutibili ritorni economci positivi nel immediato ( cioe il prodotto si vende ), sempre piu pubblicitari sarebbero desiderosi di sperimentare con i linguaggi del marketing e della pubblicità e di fare altro che non la solita esposizione di ....
Sei un genio Paola.
Troppo gentile, Edo. Magari lo fossi!
Consiglio di rileggere "I persuasori occulti" là dove spiega che le auto sportive sono prodotte e messe in vetrina per attrarre il maschio, quello che associa l'auto "che sa di vernice, di donne e di velocità" con l'avventura, la bionda alla Grace Kelly con foulard svolazzante e Costa Azzurra in background.
Poi, al momento dell'acquisto, arriva la moglie, lo fa scendere dalla nuvoletta e gli fa comprare una berlina, o peggio, una SW.
Quella pubblicità è indirizzata, in prima battura, a quei fresconi degli uomini, ancora attratti dal caldo seno materno, ricordo della più bella stagione della vita, quando il bambino onnipotente basta che faccia uno nguè, nguè e viene subito tacitato con una dolce rotonda calda zizza in bocca.
Ma il vero target sono le mogli/madri che, in cambio di un po' di sesso al sabato sera, ottengono che il loro bravo bambino/marito le porti in crociera (magari facendo debiti o intrallazzi), dove loro, le bambine/barbie, potranno cambiarsi d'abito e sfilare per soddisfare il loro esibizionismo.
E' un triangolo nevrotico:
moglie/madre, marito/bambino, pubblicitario/psicanalista e furbo di tre cotte.
E funziona...con la massa amorfa!
E forse anche con chi lancia un occhio critico.
Basta cercare Vesuvio, Etna e tette su Google per rendersi conto che la pubblicità funziona: se ne parla su blog, siti web, giornali online, youtube e perfino su LivePaola...
Ancora una volta i malefici pubblicitari hanno colto nel segno e alla TTLines si fregano le mani.
Ah ah...
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