Essere laici, liberali, meritocratici ed europeisti: Emma Bonino al premio Assorel
Ogni tanto ci sono eventi in cui si premia la comunicazione, ma si riesce a trascendere l'autoreferenzialità propria di ogni industria che parla di se stessa e a mettere sul tavolo dei contenuti veri. In pochi minuti, magicamente, centinaia di persone in sala cessano l'adulazione reciproca, il pettegolezzo e l'autocommiserazione, e si mettono ad ascoltare qualcuno che sta veramente dicendo qualcosa.
E' stato così ieri sera alla cerimonia per l'11a edizione del premio Assorel. Oltre a premiare una serie di campagne di pubbliche relazioni (parentesi autopromozionale: incluse questa e questa), l'associazione di categoria, come fa da qualche anno, ha assegnato un premio alla carriera. In edizioni passate sono stati premiati Joaquín Navarro-Valls e Gianni Letta; quest'anno non si è trattato di un giornalista prestato alla politica, ma di un politico. Anzi di una politica. E che politica. Emma Bonino.
Emma Bonino ha detto poche cose, in maniera semplice e chiara. In primo luogo ha fatto notare a tutti i presenti che nel corso della serata si erano viste un sacco di campagne vincitrici dei premi nelle varie categorie, e che in nessuna di queste c'era una donna nuda. Vi sembra poco?
Poi ha parlato, con grande sintesi, di qualche altro tema che le sta a cuore: siamo in una fase difficile per chi è laico e liberale. (Sull'attuale operato delle Pari Opportunità: "Perché un giovane ministro si applica a un problema come la prostituzione, che da 4500 anni è irrisolto e irrisolvibile, visto che è una semplice questione di domanda e offerta?"). Siamo in una fase difficile perché per anni ci hanno spaventato con la Cina che ci avrebbe fagocitato, ma poi lo tsunami è arrivato da tutt'altra parte. Si è sparato a zero sull'Europa, quando il problema è che di Europa ne abbiamo ancora troppo poca. E ci stanno dicendo che siamo in mezzo a una crisi del mercato, mentre quella che stiamo vivendo è una crisi nel mercato. Mercato, meritocrazia, concorrenza sono quasi diventate parolacce: è tutto un chiedere aiuti di Stato. (Sappiamo che da noi manca completamente la tradizione politica delle destre liberali: Francesco Giavazzi ha scritto che in Italia “il liberismo è di sinistra”). Avremmo invece bisogno di un'iniezione di laicità, liberalismo e concorrenza.
Ecco, io penso che se avessimo più politici come Emma Bonino, saremmo un paese più serio.
5 comments:
completamente d'accordo :-)
W Emma
***
Non ci azzecca tantissimo con questo post, ma la notizia mi indigna e approfitto del tuo blog per divulgarla: bando di gara di pochi giorni fa dell'universita' di Messina per - udite udite - l'acquisto di un'opera pittorica da destinare all'aula magna di una facoltà, per celebrerare i 100 anni del terremoto. Importo: 80.000 euro.
In tempi così duri per i bilanci dei nostri atenei, c'è davvero la necessità di spendere così 80.000 euro?
Grazie per l'ospitalità...
Monica
http://www.unime.it/comunicazione/homenews/2008/operadarte1908.pdf?newNum=503&annoS=2008
La Bonino non è meglio o peggio del resto della Casta di cui fa parte integrale dal 1976, cioè da ben 30 anni e, se continua a mangiare pane e potere (sopratutto potere), finirà, incartapecorita come una mummia o un Andreotti, per mangiare il sostanzioso pane dei contribuenti per altri 20 anni, detenendo il potere per un tempo superiore al regno di Elisabetta Tudor.
Tutto questo suo essere-contro è solo un'opposizione concordata con i capetti di turno allo scopo di far credere agli italici che vivono in un paese democratico, dove le strutture di law enforcement difendono i cittadini comuni e non, ed esclusivamente, la casta, e dove le istituzioni pubbliche sono al servizio del cittadino contribuente e non per dare migliaia di posti e appalti milionari ai sodali della Casta.
Marsicano: ma dici sul serio?
Se anche fosse così: preferirei mille volte una "casta" liberale, liberista, laica ed europeista ad una casta protezionista, papista, nazionalista e a volte francamente illiberale. Tu no?
Quanto al caso specifico di Emma Bonino, io ho l'idea che sia una che ha sempre studiato a fondo le cose di cui si è occupata (dalle quote di pesca del tonno alla lingua e cultura dei paesi arabi), che non vive nel lusso ostentato e che non si è arricchita né ha approfittato della sua posizione per arricchire amici e parenti.
Se però dovesse venir fuori che ha rubato, fammi sapere, eh? Ché io per ora ho l'ipotesi che non lo faccia.
Paola, sono d'accordo che è meglio un laico che un papista, un liberale che uno statalista, ma non che sia un appartenente a una Casta come lo è anche la Bonino.
Casta per altro fallimentare, considerato lo stato pietoso della società italiana, sotto ogni punto di vista.
Non credi che sia meglio cambiare, a prescindere da benemerenze personali, anche di Emma?
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