Storia di A.
Non conosco A.: so che ha poco meno di 30 anni, è laureata, e vive in una città del Centro-Sud.
Mi dicono che è una persona capace, intelligente e con voglia di lavorare. E che ha lavorato: come agente di vendita, magazziniera, commessa, barista. Ma da pochi giorni non lavora più. Ecco le sue parole.
[... ] Alla fine non mi hanno rinnovato il contratto. Non è questo che più mi fa stare male, da una parte me l'aspettavo [... ]
Il mio area manager ha farfugliato qualcosa che aveva a che fare con la collega del pomeriggio, a cui scadeva il contratto il mio stesso giorno, che era incinta da 5 mesi e non ha detto niente a nessuno.
La scusa per il non rinnovo del mio contratto è stata questa, "la sua collega del pomeriggio è rimasta incinta, per cui...", la frase in realtà è terminata qui, non ha avuto seguito.
Mi è crollato il mondo addosso, perchè non mi è rimasto nulla in mano; [... ] mi ritrovo al punto di partenza, senza lavoro e senza nient'altro.
Mi sono rivolta ad un sindacato per cercare di capirci qualcosa, non credo che questo serva a farmi sentire meglio, ma soprattutto non serve a rendermi meno incazzata e meno piena di rancore, ma mi sono sentita, e mi sento, così umiliata, denudata nel profondo, che non riesco ancora a trovarci un senso. [... ]
Ma chi lo vado a raccontare come mi sento, ad un sindacato, che gli racconto? che per colpa della gravidanza della mia collega io ho perso il lavoro? a chi lo racconto? che quella gravidanza mi fa più male che altro, a chi lo vado a raccontare?
Ma c'è altro, che mi brucia dentro e che non riesco a tirare fuori, è dentro, come un senso di nullità, come se la mia fosse una sconfitta, delle mie capacità, della mia intelligenza.