sabato 19 dicembre 2009

La giovane donna e l'esperto

Sarò ipersensibile, ma voi lettori mi conoscete.

La pubblicità a fianco (grazie a first draft per lo scan) dice "La giovane donna e i piccoli gesti". Eh già, perché i piccoli gesti sono i soli a cui le giovani donne possono ambire. I grandi gesti li fa qualcun altro.
Oggi sui giornali c'è un altro soggetto della medesima campagna. Un fotomodello fa finta di essere un artigiano e passa un pennello sulla suola di una scarpa maschile. Che cosa c'è scritto secondo voi? "Il giovane uomo e i piccoli gesti"? Macché: c'è scritto "L'esperto all'opera".
La pubblicità è malvagia perché perpetua stereotipi obsoleti. Se ci fate caso, nei media "l'esperto" è quasi sempre un uomo; nei tg la donna è più che altro vittima di fatti di cronaca nera; le poche volte che in un programma televisivo interviene un'"esperta", come ha mostrato un'indagine del Censis, lo è soprattutto su argomenti come l'astrologia (20,7%), la natura (13,8%), l'artigianato (13,8%) e la letteratura (10,3%). E la pubblicità, che avrebbe forse la libertà di proporre altro, si adegua. Che persino questa campagna, condotta da una casa di moda per rinforzare proprio l'esclusività della sua produzione artigianale, conferisca lo status di "esperto" al soggetto maschile e non a quello femminile, è colpevolmente diseducativo. Boicottate Louis Vuitton.

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