No, non è un post di nostalgia per la chick lit siciliana anni Ottanta. E' il racconto di una piccola esperienza di shopping.
Volevo pantaloni, mi servivano pantaloni, avevo bisogno di pantaloni: il mio paio di pantaloni preferito, di velluto nero a costine, leggermente elasticizzati, morbidi e comodissimi, comprati da Banana Republic, indossati per tutto l'inverno con piena soddisfazione, era uscito distrutto da un'imprevista colluttazione con dei mobili da giardino in teak.
Affranta, mi metto all'opera per rimpiazzarli. Ne ordino un paio online: il venditore ha più di 1.200 feedback, neanche un negativo, che problema vuoi che ci sia? Pago (45 euro più 10 per la spedizione) e mi metto in fiduciosa attesa.
Sette giorni dopo, il pagamento mi viene rimborsato, con questo messaggio: "Buongiorno, questo è il rimborso del capo da lei acquistato, in quanto non è possibile spedirglielo perchè il negozio momentaneamente è chiuso per ristrutturazione. Grazie."
Ma come? Devo aspettare una settimana, per sapere che tu venditore non sei in grado di vendere? Dirmelo prima, no?
Passo a cercare fuori dall'Italia. Ne trovo un paio, esattamente come li voglio io, dall'Inghilterra. Nuovi e cartellinati. Da una venditrice privata con una settantina di feedback.
Spendo GBP 0,99. Più GBP 6,00 per la spedizione. Avete capito bene: spendo in totale GBP 6,99. Pantaloni più spedizione, dall'Inghilterra, mi costano meno delle sole spese di spedizione di un paio di pantaloni dall'Italia, che poi non mi hanno nemmeno spedito.
Stamattina faceva freschino e allora li ho messi per la prima volta. Mi vanno alla perfezione. Anzi, mi vanno meglio di quelli che hanno rimpiazzato. Sono un po' più attillati ma ugualmente comodi, e non occorre nemmeno accorciare l'orlo.
Ecco, non so se a voi questa cosa del "feeling like a smart shopper" vi dà la stessa soddisfazione che dà a me. A me, abbastanza. Credo che mia nonna ne sarebbe stata contenta. Quindi vi ho raccontato questa cosa. E' una piccola cosa, ma ve la racconto lo stesso.