domenica 31 maggio 2009

Contare fino a quattro

Procuratevi, se potete, l'edizione cartacea del Sole 24 Ore di oggi.
A pagina 21, a sei colonne, il sonnellino del titolista ha prodotto: "Cavalieri del lavoro, tre le donne". Questo blog fa tutti i suoi complimenti alle tre neo-cavalieri (quanto a scovare l'intrusa, non è compito nostro):

  • Stefania Brancaccio, alla guida della Coelmo, produttrice casertana di gruppi elettrogeni;
  • Carla Cecconi Braccialini, presidente onorario del brand di moda Braccialini, acquisito nel 200o dal Mariella Burani Fashion Group;
  • Maria Cristina Gilardoni, presidente di Gilardoni SpA, produttrice di macchine a raggi X e ultrasuoni;
  • Gabriella Parisse, presidente e amministratore delegato della Johnson & Johnson Spa.

venerdì 29 maggio 2009

Pubblicità regresso: Triangolo eccellente

Mi hanno mandato in ufficio una rivista con questa inserzione in quarta di copertina. Non l'ho nemmeno aperta.

venerdì 15 maggio 2009

Paola e l'algoritmo, parte II

Oggi che è il mio compleanno, l'algoritmo mi manda il malocchio.

martedì 12 maggio 2009

Donne al vertice: i CEO ci mettono la faccia

La settimana scorsa ho avuto il piacere di essere a Milano per assistere alla presentazione di ValoreD, la prima associazione di grandi imprese creata in Italia per sostenere la leadership femminile in azienda.

Di che cosa si occuperà ValoreD? Di tante cose utili: monitoraggio della diversità di genere, mentorship alle manager donna ad alto potenziale, skill building sulle competenze (soprattutto soft) necessarie nei ruoli di vertice, esplorazione dell'esperienza di role model, ricerca applicata e consulenza sugli strumenti di flessibilità.

Rispetto ad iniziative passate, la differenza importante è questa: i CEO delle aziende associate ci mettono la faccia. Ci mettono la faccia perché hanno dichiarato pubblicamente i loro obiettivi. Li potete vedere anche voi nel video. Kudos in particolare a:

  • Andrea Guerra di Luxottica (del quale già sapete che sono una fan). Delle 60 posizioni chiave in Luxottica, si è dato l'obiettivo che entro 3 anni un terzo siano occupate da donne.
  • Alessandro Profumo di Unicredit. Oggi il 57% dei dipendenti del Gruppo sono donne e il 43% uomini: entro 10 anni, le proporzioni che valgono per il totale dovranno essere vere a ogni singolo livello della piramide aziendale.
Buon lavoro!

mercoledì 6 maggio 2009

On being blue. La malinconia del traduttore

Deliziata, ieri sera prima di dormire, dal primo dei brevi saggi di Franco Nasi nella raccolta "La malinconia del traduttore", sui molti significati di blue e blues. Solo un assaggio - non vi voglio rovinare il gusto di leggerlo da soli:

Perché era difficile [On Being Blue. A Philosophical Inquiry di William Gass], e poi perché era tutto giocato sul doppio, triplo, quadruplo senso del colore, e tradurre un libro così in italiano ti fa venire la malinconia del traduttore, che è una malattia che ti prende d'improvviso, quando, dopo mille tentativi, ti senti invaso da un fortissimo senso di inadeguadetezza e di impotenza. E' la malattia blu del traduttore che ti fa desiderare che la storia di Babele e della moltiplicazione delle lingue sia solo una leggenda e che tutte quelle lingue che ci sono al mondo non esistano e non siano mai esistite. Allora alla malinconia si accompagna un senso di nostalgia per una lingua primigenia dove i colori con tutti i loro significati sono gli stessi colori per tutti, le piante sono le stesse piante per tutti, e i fiori, i suoni, i cerimoniali e tutto quello che è, è quello che è, per tutti, e che ogni cosa, sensazione, credenza si dice in un modo solo, universale.
Solo trascrivendolo mi sono accorta che il "che" dell'ultima subordinata non mi suona (avrei messo un "dove"). Ma non fa niente, si legge così tutto d'un fiato che non importa.

martedì 5 maggio 2009

Free press

Ah, avete presente il fogliaccio della fermata del tram di cui vi parlavo qualche tempo fa, il free press intitolato ".ch"?
Da oggi ha cessato la pubblicazione.

L'azionista ha deciso che il break-even del progetto era troppo lontano, e le 69 persone che ci lavoravano andranno a casa nei modi e tempi previsti dalla legge.

Sì, lo so che tutto questo si inserisce in un discorso molto più ampio sul futuro della stampa e i destini del giornalismo, eccetera (su cui peraltro la sintesi migliore l'ha di recente fatta quel volpone di Warren Buffett). Ma una parte di me non sa non compiacersi del fatto che, fra i quattro giornali gratuiti in circolazione a Zurigo, questo sia il primo a sparire.