domenica 30 agosto 2009

Ospitalità e turismo in Italia: quello che avevamo (e che non abbiamo più)

Ieri vi ho parlato (qui) di una signora americana di mezza età di nome Carol Dweck. Oggi ve la ripropongo non nella veste di professoressa di psicologia, ma in quella di semplice turista. Notate che il piccolo episodio raccontato brevemente nel suo libro, nel contesto di una discussione sui messaggi che assorbiamo inconsapevolmente dai nostri genitori e insegnanti a seconda del loro mindset, si riferisce a several years ago, parecchi anni fa.

Several years ago, my husband and I spent two weeks in Provence, in the south of France. Everyone was wonderful to us -- very kind and very generous. But on the last day, we drove to Italy for lunch. When we got there and found a little family restaurant, tears started streaming down my face. I felt so nurtured. I said to David, "You know, in France, when they're nice to you, you feel like you've passed a test. But in Italy, there is no test."

martedì 25 agosto 2009

Altrimenti meritano di morire

Dal punto di vista drammaturgico, L'eleganza del riccio è un western vecchia maniera. Dove i buoni sono proprio buoni buoni, i cattivi sono proprio cattivi cattivi, e alla fine uno dei buoni verrà sacrificato perché un innocente possa salvarsi.

Tuttavia, in questa vicenda ostentatamente sentimentale e zuccherosa (notate anche la quantità di dolcetti, pasticcini, biscottini, torte che vengono consumati nell'arco di poco più di 300 pagine) ci sono molti passi dove uno si ferma dopo aver letto e dice "ecco, questa frase l'avrei voluta scrivere io". E' il tipo di libro dove ognuno trova dei brani che risuonano col suo sentire. Io ve ne propongo due.

Renée:

I favori della sorte hanno un prezzo. Per chi beneficia dell’indulgenza della vita, l’obbligo del rigore nella considerazione della bellezza non è negoziabile. La lingua, ricchezza dell’uomo, e i suoi usi, elaborazione della comunità sociale, sono opere sacre. Che con il tempo evolvano, si trasformino, si dimentichino e rinascano, che talora la loro trasgressione divenga fonte di una maggiore fecondità, non esclude affatto che prima di prendersi la libertà del gioco e del cambiamento occorra aver dichiarato loro piena sudditanza. Pertanto gli eletti della società, coloro che la sorte esclude da quelle servitù destinate al povero, hanno la duplice missione di adorare e rispettare lo splendore della lingua. In definitiva, che una Sabine Pallières usi la punteggiatura a sproposito è una bestemmia tanto più grave in quanto, al contempo, poeti meravigliosi nati in caravan puzzolenti o in baraccopoli nutrono per essa il santo rispetto che è dovuto alla Bellezza.
Ai ricchi il dovere del Bello. Altrimenti meritano di morire.
Paloma:
Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all’incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell’altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire. Quando mia madre offre degli amaretti di Ladurée a madame de Broglie, non fa che raccontare a sé stessa la storia della sua vita, sgranocchiando il proprio sapore; quando papà beve il caffè leggendo il giornale, si contempla in uno specchio tipo autosuggestione cosciente del metodo Coué; quando Colombe parla delle conferenze di Marian, blatera davanti al riflesso di sé stessa, e quando le persone passano davanti alla portinaia, non vedono nulla perché lì non si vedono riflesse.
Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno.

lunedì 24 agosto 2009

Hyper micro local

In ferie, in un angolino di Liguria, in fondo a una strada sterrata. Prendo molto sole, faccio yoga tutte le mattine, esco poco.

  • Per caso ho scoperto che esiste, a pochi chilometri dal mio eremo, un parco di arte ambientale (La Marrana - foto qui a destra), ma che dovrò aspettare fino alla prossima apertura al pubblico, a luglio 2010, per poterlo visitare.

  • La free press locale Lerici In dedica un articolo a Franco Fanigliulo, cantautore prematuramente scomparso vent'anni fa a seguito di un ictus cerebrale. Pare che Fanigliulo frequentasse Tellaro al tempo in cui il paesino era punto di ritrovo di intellettuali e artisti: "oltre allo scrittore Mario Soldati e ai Bertolucci, vi soggiornavano parecchi esponenti della canzone d'autore fra i quali Mauro Pagani, Franco Ceccarelli (ex bassista dell'Equipe 84), il produttore Alessandro Colombini e Rossana Casale". Proprio da un'esibizione estemporeanea a Tellaro, pare, nacquero l'opportunità di incidere il primo album e la parte nel film d'esordio di Roberto Benigni Berlinguer ti voglio bene.

  • Il blog di Montemarcello, tra foto di tramonti e poesie, ricorda il divieto di bivacco e/o campeggio sulla spiaggia di Punta Corvo.

  • Si avvicina il Festival della Mente di Sarzana, con un programma quest'anno più interessante del solito (da Miriam Mafai - con proiezione del documentario Il corpo delle donne di Lorella Zanardo - a Stefano Benni, da Corrado Passera a Francesco Bonami). Poi, in fondo al booklet del programma, c'è l'elenco "Dove mangiare e dormire a Sarzana". Mangiare, nessun problema; è il dormire che lascia perplessi. L'unico hotel a quattro stelle - mal meritate - è Paracucchi, che sarebbe un bell'esempio di architettura e design anni '70 se non fosse che ha tutta l'aria di non essere stato rinnovato, appunto, dagli anni '70 (se vi invitassero come relatore, mi raccomando, prima di accettare informatevi sul pernottamento). Le altre strutture elencate sono tutti hotel a tre stelle o meno, agriturismi e bed & breakfast. Ma, per quanto mi consta, è in tutta la provincia della Spezia che non c'è un solo hotel con standard moderni per una clientela che è abituata ad andare in giro (per "standard moderni" intendo una piscina, un fitness center, una connessione WiFi, magari un minimo di spa). I turisti, da queste parti, non piacciono.
Se comunque fate un giro da queste parti, qualche consiglio ve lo posso dare io.

mercoledì 12 agosto 2009

La tensione verso l'eccellenza

Mi sto affezionando al lunatico commissario Adamsberg dei romanzi di Fred Vargas. Ecco un suo dialogo con il medico legale Ariane Lagarde (Nei boschi eterni).

- Quelle ferite indicano una precauzione supplementare, una preoccupazione che il lavoro fosse compiuto, completo, e possibilmente impeccabile. Questa verifica supplementare, questo scrupolo eccessivo sono le vivide tracce della disciplina scolastica, che possono deviare verso la nevrosi del perfezionismo.
- Sì, - disse Adamsberg, mentre pensava che Ariane avrebbe potuto benissimo scrivere quel libro sui ciottoli compensatori nell'architettura dei Pirenei.
- La tensione verso l'eccellenza è sempre e soltanto una difesa contro la minaccia del mondo esterno. Ed è essenzialmente femminile.
- La minaccia?
- La volontà di perfezione, la verifica del mondo. La percentuale di uomini che presentano questi sintomi è trascurabile. Per esempio, stasera ho controllato che la portiera dell'auto fosse ben chiusa. Tu no. E che le chiavi fossero nella borsetta. Tu sai dove sono le tue?
- Al loro posto, appese a un chiodo, in cucina, suppongo.
- Supponi.
- Sì.
- Ma non sei sicuro.
- Cazzo, Ariane, non potrei giurarlo.
- Già da questo, e senza nemmeno aver bisogno di guardarti, so che tu sei un uomo e io una donna, occidentali, con un margine di errore del dodici per cento.