Parliamo di politica. Debolezze private e ragioni di opportunità
L'eterna parabola dell'hubris è tanto più sconvolgente quanto più colui che vi soccombe è dotato del dono di un intelletto fuori dal comune. Vi ho parlato tempo fa di alcuni esempi, e, anche se si ripresentano con una certa regolarità, non cessano di affascinarmi.
Nessun fascino, invece, per le disgrazie di Piero Marrazzo, un giornalista come tanti, la cui ascesa politica era sembrata un prodotto più della fortuna che delle doti di leadership intellettuale. La moglie Roberta Serdoz, come si è discusso questa settimana, ha preso atto di avere un marito ingenuo, imprudente e fifone, così come John Elkann, persona che tutti descrivono come intelligente e ammodo, ha preso atto di avere un fratello pasticcione e scapestrato. Quello che poi accade nel segreto del matrimonio, ovviamente, non ci riguarda.
Ma per parlare di politica, e per fare un discorso serio su ciò che in posizioni di potere va considerato opportuno o meno, vi propongo di uscire dalla sfera sessuale. Supponiamo che un non-politico (giornalista, manager, avvocato: poco importa) venga eletto o nominato a una carica politica. Supponiamo anche che abbia l'hobby, coltivato in un ristretto circolo di appassionati, del collezionismo e dello scambio di cimeli nazisti e della rievocazione in costume di eventi e personaggi del regime nazista. Supponiamo anche che questa passione sia storico-filologica, che non sia diretta a fare proseliti e non cada nell'apologia del nazismo, e che di per sé non sia illegale, anche se a volte rischia di convogliare importanti somme di denaro verso personaggi un po' loschi per l'intermediazione nell'acquisto di cimeli di dubbia provenienza. Supponiamo, dunque, che l'hobby sia una debolezza privata, ma privata anche o proprio perché, allo stato attuale del comune sentire, che sia giusto o sbagliato, legale o illegale, una parte più o meno consistente dell'opinione pubblica potrebbe ritenerla disdicevole.
A mio parere, ragioni di opportunità imporrebbero al politico di sospendere, per la durata della sua carica, la pratica di questo suo hobby, almeno per quanto attiene ai rapporti interpersonali. Che nel tempo libero si dedicasse, nel privato della sua abitazione, a lucidare cimeli e medaglie in solitudine, mi sembrerebbe tutto sommato innocuo. Ma che si facesse vedere da terzi nelle cantine in cui si scambiano scritti autografi del Führer, o che spendesse buona parte del proprio stipendio (uscito, ricordiamolo, dalle tasche di noi contribuenti) per acquistare memorabilia da ex gerarchi nazisti tramutatisi in antiquari paraguayani, lo riterrei ingenuo e imprudente. Astenersi da queste pratiche, metterle in soffitta, almeno fino al ritorno alla condizione di privato cittadino, dovrebbe essere una semplice regola di buon senso.
Queste considerazioni prescindono dalle mie personali simpatie o antipatie per nazisti, transessuali, mariti fedifraghi, prostitute, papponi e chi più ne ha più ne metta. Se leggete questo blog sapete che ritengo che in un'Italia ideale le persone transgendered dovrebbero avere gli stessi diritti di tutti gli altri, le pratiche sessuali nella sfera privata dovrebbero godere di piena libertà (purché non coinvolgano minori o animali), la prostituzione dovrebbe essere un mestiere come un altro e i suoi redditi contribuire al pubblico erario come quelli di tutti noi, lo sfruttamento della prostituzione andrebbe eradicato, e così via (mentre personalmente tendo a continuare a diffidare di chi colleziona cimeli nazisti). Ma non siamo in un'Italia ideale, e per un politico non ha importanza quello che penso io. Ha importanza che un politico si chieda: i miei comportamenti privati potrebbero essere considerati inopportuni da una parte significativa (diciamo, più del 5%) del mio elettorato? Se un hobby non è abbastanza mainstream da poter essere praticato alla luce del sole, a quali rischi mi espongo praticandolo in circoli ristretti? E se questo è un hobby che per mille motivi non ho il coraggio di praticare alla luce del sole, come potrò, nel corso del mio lavoro, trovare il coraggio per le misure impopolari (riformare la Sanità, snellire la pubblica amministrazione, introdurre la concorrenza nei servizi locali, denunciare gli appalti alla Mafia) che la pratica del buon governo mi imporrebbe, ma che possono trovare forse anche più oppositori delle mie debolezze private?
Chiamatemi moralista, ma la vedo così.