martedì 9 febbraio 2010

Quoziente familiare, quante chiacchiere ancora prima di capire che è una cattiva idea?

Ne abbiamo già parlato (qui e qui). Ma poiché sotto elezioni regionali alcuni candidati ne hanno fatto una parte della propria piattaforma, ripetiamolo: il quoziente familiare non è un aiuto alla famiglie. E' uno sconto fiscale ai milionari che sposano le operatrici di call center (o alle ereditiere che sposano i nullatenenti). Con il fatto di aiutare le famiglie, a far due conti, non c'entra proprio niente.

Ne ha parlato ieri sul Sole 24 Ore Vincenzo Visco, che non starà simpatico a tutti, ma qui ha ragione. Dal suo articolo:

  • il quoziente familiare rappresenta un forte disincentivo al secondo lavoro familiare. Ciò è particolarmente vero per i redditi bassi e medi...
  • ... comporta un risparmio crescente col reddito familiare, quindi il passaggio eventuale al nuovo sistema avvantaggerebbe soprattutto i ricchi...
  • Il vantaggio del quoziente è massimo quando uno dei due coniugi è privo di reddito (casalingo) e inesistente se vi sono due percettori con lo stesso reddito...
  • Con il quoziente il risparmio di imposta più consistente è assicurato dalla presenza di un coniuge casalingo e non dalla presenza di figli...
  • ... i figli (e i coniugi) dei ricchi sono più meritevoli, e valgono di più, di quelli dei poveri.
Poi fate voi, se volete votare per la gente che vi propone questi sistemi.

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