sabato 10 aprile 2010

Due proposte per la scuola in Italia

La scuola in Italia ha mille problemi, e qualche manipolo di volonterosi che si dà da fare per cambiare le cose in meglio (qui, ad esempio, i post sull'argomento "sistema educativo" nel blog Meritocrazia). Ma si parla poco di un paio di idee, che mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione in quanto eretiche.

La recente riforma delle scuole superiori ne ha lasciata invariata la durata, che è quasi sempre di cinque anni. Ma perché non superare questo dogma e accorciarle di un anno? Gli studenti americani vanno all'università dopo quattro anni di superiori: quelli meno preparati vanno nella migliore delle ipotesi a fare un biennio di community college, quelli più brillanti o più secchioni entrano a Princeton e a Yale, ma nessuna università si lamenta che le arrivino studenti ignoranti come capre perché hanno fatto solo quattro anni di high school, e nessuno proponga che si aggiunga un quinto anno. Perché dunque tenere gli studenti italiani sui banchi di scuola per cinque anni? forse perché a diciannove anni sono più "maturi" che a diciotto? Difficile da sostenere.
Ma allora, come comprimere in quattro anni il percorso che oggi si fa in cinque? La soluzione è facile: smettere l'insegnamento obbligatorio della storia della letteratura italiana. Offrirla come materia al più facoltativa. La proposta non è mia, ma di Davide Rondoni, in un articolo ("Pam! E la scuola fucilò Dante") comparso sul supplemento domenicale del Sole 24 Ore lo scorso 18 ottobre, che spiega come la scuola di oggi mortifichi l'insegnamento della letteratura fino a renderlo inutile:
[...] la scuola superiore sta funzionando quasi sempre come plotone di esecuzione della letteratura. Dante, pam! accoppato, bolso filosofo in versi oscuri. Manzoni, pam! fatto fuori come un noiosissimo zio. Leopardi, pam! una fastidiosa mosca lamentevole. La poesia ridotta a complicato marchingegno per esprimer sentimenti, invece che carattere antropologico e tensione alla conoscenza. E i contemporanei invece d'esser strada per arrivare all'antico, diventano irraggiungibili sogni del programma.
Meno o niente letteratura quindi, o letteratura solo per gli appassionati, solo se l'insegnante riesce a trasmettere la sua passione. Scuole più brevi di un anno. Ingresso all'università un anno prima. Laureati più giovani. E sistema più competitivo. Che ne dite?

blog comments powered by Disqus