Quanto vale una laurea? e soprattutto, di che cosa parliamo quando parliamo di pari opportunità?
Ho già parlato l'anno scorso del rapporto OCSE Education at a Glance, che riprendo in edizione 2010.
Del rapporto 2009 mi aveva colpito che l'Italia fosse il Paese con la maggiore disparità tra tutti i Paesi OCSE tra il valore di una laurea per un uomo, in termini di reddito lordo incrementale nell'arco della vita lavorativa, e il valore di una laurea per una donna. Secondo i dati calcolati nel rapporto, l'incremento di reddito che un uomo italiano poteva aspettarsi quando si laurea invece di rimanere fermo al diploma di scuola secondaria era il 236% dell'incremento che poteva aspettarsi una donna italiana con la medesima scelta.
Oggi vi riporto i dati 2010. Vi dico subito che va peggio.
Rapporto tra reddito lordo incrementale per gli uomini e reddito lordo incrementale per le donne derivante dall'istruzione universitaria. Selezione di Paesi OCSE
- Italia: 267,1%
- Ungheria: 180,5%
- Repubblica Ceca: 174,7%
- Polonia: 168,9%
- Svezia: 167,5%
- Media OCSE: 144,8%
- Regno Unito: 123,8%
- Australia: 116,1%
- Spagna: 100,0%
- Turchia: 91,8%
- Corea: 75,5%
Se volete l'elenco completo dei Paesi, scaricate dalla sezione "Data" del rapporto la tabella Excel sull'indicatore A8.2 ("What are the incentives to invest in education?"); il calcolo che vi ho mostrato sono i dati della colonna I diviso quelli della colonna J. (Potete fare il conto anche con il reddito incrementale netto - colonne S e T - o con il valore attuale netto dell'investimento educativo - colonne V e W -, non cambia il risultato: l'Italia rimane il Paese con il gap più ampio tra i due sessi.)
In altre parole: in tutti i Paesi OCSE, statisticamente, laurearsi è meglio che non laurearsi, perché si guadagna di più. Conviene a tutti, più o meno nella stessa misura tra uomini e donne, in Paesi come l'Australia, la Spagna o la Turchia. Nella media OCSE, a un uomo conviene 1,45 volte quanto conviene a una donna. Ma in Italia una laurea in mano a un uomo produce un reddito incrementale pari a 2,67 volte quello che produce in mano a una donna.
Ora, dico io, di che cosa si dovrebbe occupare un Ministro delle Pari Opportunità?

