Essere una controparte
Tutte queste cosce nude, questa esibizione di corpi manda un messaggio subliminale continuo all'uomo italiano: che le donne hanno a che fare con il sesso, che non sono una controparte seria e affidabile in politica o sul lavoro.Lo dice la giornalista Barbie Latza Nadeau nell'intervista rilasciata a Lara Crinò de L'Espresso dopo aver ricevuto da Striscia la Notizia una denuncia per diffamazione. Barbie Nadeau vive in Italia ed è l'autrice dell'articolo di Newsweek che lo scorso novembre ha fatto il giro del mondo.
"Una controparte seria e affidabile in politica e sul lavoro": purtroppo, tantissimi segnali anche degli ultimi giorni ci mostrano che la strada per diventarlo è ancora lunga.
La proposta di legge Mosca-Golfo per la rappresentanza di genere nei CdA, dopo il passaggio alla Camera e le modifiche in Senato, è nuovamente ferma alla Camera. Non è bastato graduare l'applicazione dei traguardi e depotenziare le sanzioni: dal Governo è arrivato un ulteriore emendamento per mandare la palla in tribuna rallentando ulteriormente il percorso che dovrebbe richiedere alle aziende di dotarsi di una massa critica di consiglieri donna. Scrive giustamente Maria Silvia Sacchi che, se dovesse essere recepito anche questo emendamento, ne uscirebbe una legge ridicola.
Nel frattempo, nei nuovi ingressi ai vertici di Eni, Enel, Finmeccanica e Terna, ancora una volta, non c'è alcuna donna, come rileva Monica D'Ascenzo (autrice del recente Fatti più in là). Solo Pirelli tra le grandi quotate ha dato un segnale positivo, cooptando nel CdA (dove già era presente Giulia Ligresti) Anna Maria Artoni ed Elisabetta Magistretti, rispettivamente dalla lista del patto e da quella dei fondi. Sono tre donne su venti consiglieri: un quindici per cento e già fa notizia.
Infine a Milano, la città più europea d'Italia, quella con l'occupazione femminile ai livelli dei parametri di Lisbona, quella con un sindaco donna e un presidente donna a capo della Fondazione Milano per Expo 2015 e della Società di Gestione Expo Milano 2015, su quarantadue esperti nominati nei tavoli tematici (infrastrutture, energia, credito, agroalimentare, salute, cultura, non profit, ecc.) non è presente alcuna donna: lo fanno notare Lorella Zanardo e Marina Terragni.
Un passo avanti, uno indietro, qualche volta due: forza ragazze.
