"Facciamolo a skuola. Storie di quasi bimbi" e le responsabilità degli adulti
Lo scorso weekend ho letto l'ultimo libro di Marida Lombardo Pijola, Facciamolo a skuola. Storie di quasi bimbi, e ho pensato di scrivere una breve recensione/riflessione sul rapporto tra gli adolescenti e le tecnologie: potete leggerla qui.
Più rifletto su come la tecnologia sta cambiando la società, più concludo che dobbiamo lavorare molto più in profondità sulle teste degli adulti, sulle nostre teste. Per fare solo un esempio: ieri, coinvolta a margine del mio lavoro in una riunione su un potenziale edugame per le scuole medie, ho fatto notare ai 15-20 adulti che avevano lavorato sulla demo che i personaggi del gioco proposto (complice forse un brief poco meditato), dimenticandosi che il messaggio educativo non è mai solo il messaggio esplicito, rafforzavano gli stereotipi di genere attraverso una raffigurazione in stile "La pupa e il secchione": come mai, dopo settimane di lavoro su questo progetto, sono stata la prima ad accorgermene?
Quanto ci siamo lasciati lavare il cervello per non accorgerci di queste cose?
Siamo noi adulti che siamo responsabili, che dobbiamo essere responsabili. Non solo di difendere le nostre figlie (e spegnere la TV o protestare per per il libro di testo tutte le volte che l'immagine femminile che viene loro proposta è stereotipata o degradante). Ma anche di educare i bambini, i ragazzi, i maschi. Nella riflessione su Facciamolo a skuola ho scritto:
Credo che l’allarme dei genitori scatti più immediato, più viscerale, per chi ha bambine: nei bambini (maschi) la nostra cultura considera a volte curiosità e “ragazzate” comportamenti anche più gravi di quelli che per le bambine sono invece considerati un pericolo da cui difenderle a tutti i costi. Ma ricordiamoci che, per ogni microprostituta che vende palpeggi ai compagni nei bagni della scuola, c’è sempre un microcliente, un microutilizzatore finale. Come non pretendere che anche questo ragazzino, coetaneo o poco più, debba essere responsabile dei suoi comportamenti? E allora viene da dire ai genitori: il doppio standard fa un danno a tutti. Educate i vostri figli, che siano femmine o maschi, a una sessualità consapevole, al rispetto dei confini del proprio corpo.
Facciamolo a skuola racconta la spirale autodistruttiva di Nina, una ragazzina. Mi piacerebbe che il prossimo libro ci ci raccontasse quello che succede nelle scuole dal punto di vista di un ragazzino. Il libro di Lombardo Pijola conclude con una pagina di speranza: saranno le bambine, le ragazze a guadagnare consapevolezza del loro valore e liberarsi dal condizionamento che le vuole oggetto sessuale in sempre più tenera età. Ma secondo me non basta, non può bastare. Il lavoro non devono farlo solo loro. Lo devono fare anche le mamme e i papà di figli maschi. Genitori, avete una responsabilità enorme: se un ragazzino in seconda media paga tre euro per palpare le tette a una compagna nei bagni della scuola, potrà mai diventare un giovane e un adulto che si relaziona da pari a pari con una donna?
Non ho paura delle ragazzine che si fanno ricaricare il cellulare in cambio di foto nude. Ho paura dei ragazzini che sono in classe con loro, perché diventeranno gli uomini di domani: i capiufficio che fanno battute pesanti sulle segretarie, gli imprenditori che offrono una escort ai politici locali, i padri che a loro volta educano i figli alla sessualità usa e getta.
E' questa la spirale che va spezzata. E dipende da voi, mamme e papà di figli maschi.