lunedì 31 ottobre 2011

"Il linguaggio per me è il grado più alto della realtà"

Sono un individuo capace di andare molto lontano in nome delle sue convinzioni semantiche. Il linguaggio per me è la forma più alta della realtà.
Così Amélie Nothomb a se stessa nel suo più recente romanzo, Una forma di vita. Ve ne cito un altro passo (traduzione di Monica Capuani):
Rari sono gli individui la cui compagnia è per me più piacevole di quanto lo sarebbe una loro missiva - ammesso, ovviamente, che possiedano un minimo di talento epistolare. Per la maggior parte della gente una simile affermazione costituisce l'ammissione di una debolezza, un deficit di energia, di un'incapacità ad affrontare il reale. "Lei non ama le persone in carne e ossa" mi hanno detto spesso. Insorgo. Perché gli individui dovrebbero essere più veri quando li hai di fronte? Perché la loro verità non potrebbe apparire meglio, o semplicemente in modo diverso, in una lettera?
L'unica certezza è che questo dipende dalle persone. C'è chi ci guadagna a essere conosciuto da vicino e chi ci guadagna a essere letto. [...] La lettura consente di scoprire l'altro conservando la profondità che si ha unicamente quando si è soli.

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