domenica 23 ottobre 2011

Nouveau Monde 2.0 e i governi: per un prossimo Ministero per l'economia digitale

Una riflessione al rientro da Parigi, venerdì 21 ottobre sede di "Nouveau Monde 2.0", seminario intergovernativo post-G8 di Deauville, allargato a grandi aziende, rappresentanti del venture capital, start-up e blogger, a cui ho partecipato come socia di Italian Angels for Growth. (Gianluca Dettori, più veloce di me nel bloggare, ve lo ha raccontato qui, qui, e qui; io ne ho fatto una sintesi qui).

In Italia non abbiamo un ministro o viceministro che - alla pari di Eric Besson, organizzatore del seminario parigino - si occupi esplicitamente dell'economia digitale, né dell'infrastruttura digitale. Le cose di telecomunicazioni sono materia di un dipartimento nella struttura del Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che era invitato a Parigi ma non ha partecipato. Le cose di innovazione, soprattutto per quanto riguarda la funzione pubblica, stanno nel portafoglio del Ministro Renato Brunetta, a cui riporta un Dipartimento per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e l'innovazione tecnologica. Ma nessun Ministro sembra avere nelle proprie competenze un esplicito mandato a sostenere la crescita dell'economia digitale, dell'innovazione dal basso e delle start-up; né alcuno si è preso questo ruolo nei fatti.

Qualche confronto con i Paesi presenti a Nouveau Monde 2.0? La Francia ha appunto Eric Besson, Ministre chargé de l’Industrie, de l’Energie et de l’Economie numérique. Il Regno Unito ha partecipato con Ed Vaizey, Minister for Culture, Communications and Creative Industries. L'Australia ha mandato Stephen Conroy, Minister for Broadband, Communications and the Digital Economy. (La banda larga, le comunicazioni e l'economia digitale! tutto in uno!) Potranno essere operazioni di marketing politico (come ogni tanto si dice degli inglesi e dei loro sforzi per promuovere la Cool Britannia), ma anche il Marocco aveva a Parigi un rappresentante nel cui mandato c'è il pensare a queste cose: Ahmed Chami, Ministre de l'Industrie, du Commerce et des Nouvelles Technologies, che ha parlato delle politiche marocchine di sussidio alle dotazioni informatiche delle PMI e dei cellulari connessi a Internet nelle aree rurali. E infine l'Europa, pur spendendo montagne di fondi in politiche agricole legacy da cui sta cercando di districarsi, fa notizia non per quelle, ma per le iniziative di Neelie Kroes, la Commissaria per l'Agenda digitale e vicepresidente della Commissione Europea, che è stata la star della mattinata delineando la visione della Connecting Europe Facility.
Se la composizione del governo attraverso i portafogli dei ministri è lo specchio di quello che interessa al governo, ne dobbiamo dedurre che in Italia le politiche agricole (che hanno un Ministro dedicato) sono tuttora ritenute più importanti delle politiche per l'economia digitale. Spero che questo sia l'ultimo governo in cui agli italiani si presentano queste priorità: secondo voi come staranno le cose nel prossimo che vedremo?

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