lunedì 21 febbraio 2011

Donne nei CdA, domani al Senato

Si dovrebbe svolgere domani, 22 febbraio (16:30-20:30), la discussione in Senato sul Ddl n. 2482 e connessi, "Parità di accesso nei consigli di amministrazione delle società quotate", sempre che la Commissione Finanze abbia concluso i suoi lavori in merito.

Nel corso del passato fine settimana sono stata una delle moltissime donne che hanno scritto email al Presidente del Senato e al Presidente della Commissione Finanze perché facciano la cosa giusta e non spingano l'Aula a cedere ai numerosissimi tentativi di depotenziare la portata delle norme già approvate alla Camera fino a insabbiarne del tutto l'impatto: parliamo di 53 emendamenti, di cui 52 presentati dalla maggioranza.

Abbiamo già sentito mille volte - e smontato - molte delle argomentazioni contro la norma proposta, come la presunta mancanza di candidature femminili all'altezza e l'umiliazione per le donne di arrivare in un posto di potere anche perché donna invece di non arrivarci proprio.
Ma c'è un'argomentazione ancora più insidiosa che si fa strada, aiutata dal malcostume di cui a volte siamo testimoni, nelle teste anche dei bene intenzionati: perché mai un'azienda, sotto il vincolo di dover rinnovare una parte del proprio CdA, dovrebbe approfittarne per alzare la qualità della propria governance mandando a casa i maschi meno performanti, quelli addormentati sulla poltrona, e portando a bordo degli eccellenti consiglieri di sesso femminile, motivati a dare ottima prova di sé, quando invece può tranquillamente usare la legge per mandare a casa degli uomini in gamba e imbarcare al loro posto cortigiane e ballerine?

Forse perché, alla fine, ne risponde al mercato e agli azionisti, mercato che ha un istantaneo potere di muovere al ribasso le quotazioni dell'azienda, con effetto molto più immediato di quello del potere che gli elettori possono esercitare nei confronti dei politici corrotti. Ma vorrei anche citare la lettera di due professioniste, Vilma Iaria e Maria Paglia, comparsa sul Sole 24 Ore dello scorso 19 febbraio.

"Allora forse il motivo di tanta resistenza a un disegno di legge necessario, purtroppo, a riequilibrare la presenza di genere nelle “stanze dei bottoni”, sta nell'antico pregiudizio secondo cui quelle percentuali possano agevolare l'ingresso di profili non adeguati per curricula professionali ma che hanno seguito altri percorsi. Non ci risulta che questo problema si sia mai posto per il reclutamento dei manager di sesso maschile. C'è qualcosa che non torna, e che ha il sapore di retaggi pericolosi non solo per la nostra cultura ma anche per la nostra economia. Questo disegno di legge è l'occasione per un passo di civiltà e di progresso. Non perdiamola."

sabato 12 febbraio 2011

Da quando è esplosa internet si sono venduti sempre più libri

Leggo oggi in un pezzo del sempre lungimirante Stefano Mauri, amministratore delegato del Gruppo editoriale Mauri Spagnol:

Luis Sepúlveda, in un commovente discorso, ha ringraziato i librai riuniti alla Scuola di Venezia perché è grazie a loro che, quando gli chiedono quale sia la sua professione, può dire con orgoglio: “Scrittore”.

Ora Internet e la pirateria cancelleranno questo mondo? Non so. So che da quando è esplosa internet, nonostante i contenuti gratuiti disponibili, si sono venduti sempre più libri. Perché sedersi a leggere o entrare in una libreria sono desideri che precedono la scelta del libro. Grazie alla rete, editori e librai conoscono le vendite in tempo reale, gli agenti letterari che ieri dovevano fotocopiare un manoscritto per sottoporlo a un editore oggi lo inviano con un clic. Ogni libro viene esaminato da molti più editor prima di essere pubblicato. La selezione è più accurata. Gli autori hanno a portata di dita tutto il mondo, un aiuto inimmaginabile fino a pochi anni fa. I lettori possono informarsi meglio prima di acquistare un libro. Sarà anche per questo, sarà perché cerchiamo sempre meglio, fatto sta che ho letto molti esordi di prima qualità. Mai così tanti.
Pur essendo la fonte anche online (illibraio.it), queste cose - per il momento - le leggo con piacere su carta, visto che ogni mese mi arriva la rivista Il libraio. Il link per richiedere l'abbonamento - gratuito! - è qui.

giovedì 10 febbraio 2011

La vera emergenza

Nel quotidiano che ho letto lunedì si parlava, fianco a fianco, di due fatti di cronaca nera avvenuti nel weekend.

Fatto 1: a Bologna Marcello Pistone uccide la moglie Ilham Azounid e il figlioletto Rashid, poi si spara. I due erano separati di fatto e l'uomo era già stato arrestato per stalking (e rilasciato) circa tre mesi prima.

Fatto 2: a Roma quattro bimbi muoiono nel rogo di una baracca in un campo rom abusivo.

Del fatto 1, dal giorno successivo in poi, non si è più parlato. Totale articoli ad oggi su Google News: meno di 200.

Sul fatto 2, che per giorni ha fatto da trampolino alle dichiarazioni dei politici locali, i media hanno campato per tutta la settimana. Totale articoli ad oggi su Google News: più di 1.000.

Numero di donne vittime di violenza maschile in Italia dall'inizio del 2011: 21.

Numero di bambini rom morti in incendi di baracche in Italia dall'inizio del 2011: quattro, credo.

Qual è la vera emergenza?

domenica 6 febbraio 2011

Da qui all'8 marzo: quest'anno



Da qui all'8 marzo, quest'anno, c'è il 13 febbraio.