iPad, classe dirigente, regole, mentalità e privilegi
Non so se l'aneddoto qui sotto sia inventato o vero.
Se è inventato, è una trasposizione fittizia - nel caso particolare di una grande azienda - dei mille piccoli e grandi segnali che ogni giorno vediamo mettere a nudo la mentalità della nostra classe dirigente, con gli entitlement a cui sente di avere diritto, come se non guadagnassero già abbastanza così per comprarsi l'iPad da soli.
Se è vero, vale tutto quanto sopra, più una cosa: Perissinotto ha ragione. Da La Repubblica di oggi, a firma di Massimo Giannini:
Raccontano che l'ultima battaglia, nella Grande Guerra di Trieste, sia stata sull'iPad. Qualche settimana fa Cesare Geronzi ha chiesto che gli fosse comprato il magico tablet della Apple. La richiesta, passata al vaglio degli uffici del "cfo" Raffaele Agrusti, è stata respinta. «Non rientra tra gli appannaggi previsti per la presidenza». Furibondo, Geronzi si sarebbe dunque rivolto direttamente all'amministratore delegato. «Ti rendi conto? Siamo impazziti? Per il presidente non è previsto nemmeno l'iPad? Noi siamo le Generali…». Raccontano allora che Giovanni Perissinotto, gli abbia risposto, gelido: «Appunto. Noi siamo le Generali: e queste sono le regole...».


