Contro il contante
Nell'emergenza cronica dei nostri conti pubblici, e più acutamente oggi che la sfiducia massacra i mercati e l'euro è appeso a un filo, mi è sempre sembrato che stare a discutere se la soglia ai pagamenti per contanti debba essere duemilacinquecento euro piuttosto che tremila fosse come riarrangiare le sdraio sul ponte del Titanic delle finanze pubbliche.
Poi scopriamo che vendono in nero e pagano fuori busta per decine di milioni di euro anche le aziende del Nord, che considerano normale tenere in casa undicimila euro in contanti anche i politici di sinistra, e che lo Stato è così inetto e inefficiente che eroga in contanti persino lo stipendio ai ministri (cosa, quest'ultima, che non avremmo scoperto se non si fosse trattato di capire da dove arrivassero i soldi per pagare un certo affitto in contanti).
Una modesta proposta: i pagamenti per contanti devono essere ammessi fino ai quaranta euro.
Tutte le transazioni superiori a questa soglia devono avvenire con metodi tracciabili.
Devono essere ritirate dalla circolazione tutte le banconote di taglio superiore ai cinquanta euro.
Una modesta proposta: i pagamenti per contanti devono essere ammessi fino ai quaranta euro.
Tutte le transazioni superiori a questa soglia devono avvenire con metodi tracciabili.
Devono essere ritirate dalla circolazione tutte le banconote di taglio superiore ai cinquanta euro.
Si dirà: ma i giovani? gli anziani? gli immigrati? I ragazzini hanno un'ampia scelta di carte di pagamento per andare in negozio a comprarsi i jeans. Alle vecchiette si apre un conto per l'accredito della pensione. Quanto agli immigrati, con i metodi di pagamento elettronico sono già più capaci di noi.
Si dirà: ma i negozi? i ristoranti? i benzinai? le agenzie di viaggio? i gioiellieri? i mercati all'aperto? Si attrezzino: i POS senza fili ci sono in tutto il mondo. A me è capitato di usare la carta di credito anche per pagare un chilo di cipolle.
Si dirà: ma non sarebbe un enorme regalo alle banche e alle società che gestiscono le carte di credito?
Certo, tanto è vero che le poche campagne educative sul tema le sponsorizzano loro (con uno schizofrenico patrocinio della presidenza del Consiglio, il cui titolare, come da anni leggiamo sui giornali, ama erogare a titolo di liberalità buste con contanti dai cinquemila ai ventimila euro a studentesse in difficoltà e famiglie in rovina). Benissimo. Si facciano due conti e si imponga una bella windfall tax sugli extra utili incamerati con questa misura. Metà vada a finanziare l'immediata riduzione del deficit, l'altra metà sia messa in palio in ricchi premi per la lotteria legata agli scontrini fiscali.
Si dirà: ma non sarebbe un enorme regalo alle banche e alle società che gestiscono le carte di credito?
Certo, tanto è vero che le poche campagne educative sul tema le sponsorizzano loro (con uno schizofrenico patrocinio della presidenza del Consiglio, il cui titolare, come da anni leggiamo sui giornali, ama erogare a titolo di liberalità buste con contanti dai cinquemila ai ventimila euro a studentesse in difficoltà e famiglie in rovina). Benissimo. Si facciano due conti e si imponga una bella windfall tax sugli extra utili incamerati con questa misura. Metà vada a finanziare l'immediata riduzione del deficit, l'altra metà sia messa in palio in ricchi premi per la lotteria legata agli scontrini fiscali.
Il denaro contante è una bellissima invenzione che da migliaia di anni rende più facili le nostre vite. Sopravviverà sempre - come sopravviverà il caldo suono dei dischi in vinile, o l'odore della carta quando apriamo un libro nuovo. Ma è ora che ci diciamo che il contante sta diventando obsoleto, e che siamo stufi di vivere immersi nel mare di riciclaggio, evasione e illegalità diffusa che il contante rende possibile. E che prendiamo misure, anche drastiche, per sostituirlo con metodi di pagamento tracciabili.
Un Governo serio, a mio parere, si occuperebbe anche di questo.